Emergenza nel carcere di Yaoundè: mancano cibo e medicinali

Referente: Sr. Laura Nichele

Beneficiari: Carcerati

Dove

Yaoundè, Camerun

Investimento

€ 8.000

Inizio

13/04/2026

Avanzamento

In corso

Emergenza nel carcere di Yaoundè: mancano cibo e medicinali

Referente: Sr. Laura Nichele

Dove

Yaoundè, Camerun

Investimento

€ 8.000

Inizio

13/04/2026

Avanzamento

In corso

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Numero progetto: 8282

Descrizione progetto

Continua l’emergenza nel carcere di Yaoundè seguito dalle Suore Pallottine.

La richiesta, come la precedente (progetto 8135), riguarda l’acquisto di medicinali, cibo e prodotti per l’igiene e altri piccoli interventi.

La nostra referente, Sr. Laura Nichele, racconta che le scorte sono ormai esaurite e stanno provando a resistere con quel poco che rimane.

Aggiornamento progetto

27/08/2026
Primo resoconto

Suor Laura, referente del progetto, aggiorna Caritas sant’Antonio sull’avanzamento del progetto.

Con il contributo di Caritas sant’Antonio, sono state acquistate le medicine per il progetto di sostegno sanitario alla prigione.

Inoltre, sono stati acquistati gli alimentari, tra cui il pane imbottito che viene servito ai detenuti malati tre volte alla settimana.

Sono stati acquistati presidi ospedalieri, sapone, varichina, detergenti, ed è stato dato un compenso ai collaboratori detenuti.

Le spese, rispetto al periodo recedente, sono aumentate perché si constata che il numero di detenuti malati è cresciuto: si tratta soprattutto di chi non ha la famiglia vicina, ossia coloro che arrivano dall’estremo Nord del Camerun. 

 

27/08/2026
Primo resoconto

Suor Laura, referente del progetto, aggiorna Caritas sant’Antonio sull’avanzamento del progetto.

Con il contributo di Caritas sant’Antonio, sono state acquistate le medicine per il progetto di sostegno sanitario alla prigione.

Inoltre, sono stati acquistati gli alimentari, tra cui il pane imbottito che viene servito ai detenuti malati tre volte alla settimana.

Sono stati acquistati presidi ospedalieri, sapone, varichina, detergenti, ed è stato dato un compenso ai collaboratori detenuti.

Le spese, rispetto al periodo recedente, sono aumentate perché si constata che il numero di detenuti malati è cresciuto: si tratta soprattutto di chi non ha la famiglia vicina, ossia coloro che arrivano dall’estremo Nord del Camerun. 

 

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