Emergenza profughi: aiuti in Romania e Ucraina

Referente: P. Ionel-Emilian Dumea OFMConv.

Beneficiari: Comunità

Dove

Roman, Romania

Investimento

€ 31.000

Inizio

11/12/2025

Fine

29/07/2026

Avanzamento

Completato

Emergenza profughi: aiuti in Romania e Ucraina

Referente: P. Ionel-Emilian Dumea OFMConv.

Dove

Roman, Romania

Investimento

€ 31.000

Inizio

11/12/2025

Fine

29/07/2026

Avanzamento

Completato

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Numero progetto: 8176

Descrizione progetto

E’ il proseguimento del progetto 7630

Il progetto riguarda l’aiuto dei profughi in Ucraina attraverso i nostri frati conventuali Ucraini.

La Fondazione Umanitaria “Pacea” ha come finalità l’aiuto dei più poveri e emarginati della città di Roman e dintorni.

Questo progetto sarà implementato in 3 città: la Fondazione Pacea risiede a Roman, che è la penultima zona meno-sviluppata di Europa. L’area è poco industrializzata e, di conseguenza, c’è tanta disoccupazione e per questo molti scelgono di andare all’estero per una vita migliore. Nella stessa Regione, ma più ad est, nel confine con la Repubblica Moldova, ancor più povera rispetto a Roman, risiede il convento di Husi. Poi, nel sud, dove c’è la capitale c’è anche il convento di Bucarest, in un quartiere molto povero.

I frati della Fondazione Pacea organizzeranno trasporti umanitari con alcuni pulmini. Questo comporta un bel coraggio, ma anche tempo per acquistare i beni e concludere gli aspetti burocratici e poter avviare il trasporto. Il frate, responsabile del progetto, assistito da altri frati, porterà beni di prima necessità ai conventi di Matkivti, Boryspil, Hmelnițchi e in altri posti dove i profughi ucraini e le persone ferite dalla guerra sono accolte ed assistite.

Oggi, per andare dall’Ucraina ai conventi più vicini, ci vuole un giorno intero di viaggio (14-15 ore andata e ritorno), per andare a Boryspil o Matkivti ci vogliono due giorni interi di viaggio. Per ogni viaggio, sono necessari mezzi economici sia per l’acquisto del carburante, che per l’acquisto del cibo e delle medicine necessarie ai profughi e per la cura dei feriti. Oltre a questo, le richieste dei nostri frati ucraini sono stufe per riscaldamento, lenzuola e coperte, specialmente nell’inverno, ma anche di vestiti e calzature per uomini o varie altre cose necessarie al momento.

Questo progetto vuole offrire supporto per fare quattro viaggi per portare aiuti ai profughi in Romania e in Ucraina.  

Aggiornamento progetto

29/07/2026
Resoconto finale

Padre Ionel-Emilian Dumea ha raccontato a Caritas sant’Antonio la conclusione del progetto.

Ecco le sue parole:

“Nei giorni scorsi, insieme a fra Lucian, siamo riusciti a compiere l’ultimo trasporto umanitario in Ucraina. Siamo stati dai nostri confratelli di Boryspil, dove il bisogno di aiuto è ancora più grande e dove i frati si sentono più abbandonati e insicuri a causa dei bombardamenti e della guerra. 

Durante la notte sono scattati due allarmi aerei che hanno messo in apprensione tutta la popolazione della zona, la quale oggi trova rifugio nel bunker situato nel cortile della chiesa dei frati Francescani. Anche noi abbiamo condiviso la loro paura, soprattutto quando abbiamo visto con i nostri occhi i segni lasciati dalle bombe e le case gravemente danneggiate. 

La guerra è una tragedia che lascia famiglie senza figli e bambini senza genitori. Sappiamo che gli aiuti umanitari possono alleviare solo in parte questa sofferenza, ma ci siamo resi conto che la presenza e la solidarietà consolano ancora di più. Attraverso di noi, tutti voi che avete reso possibile questo progetto, avete portato, un abbraccio di speranza, solidarietà e amore fraterno a coloro che vivono nel dolore e nella paura, costretti a fuggire dalla guerra. 

Questo progetto giunge ora al termine, anche se la guerra continua, le distruzioni sono immense e le vite continuano a essere spezzate.  

Il mio desiderio più grande è che nessuno debba più vivere la guerra e il dolore. Per questo continuo a pregare ogni giorno e invito tutti voi pregare per la Pace.”

 

10/02/2026
Primo aggiornamento

P. Emilian Dumea condivide il dolore e la sofferenza che la Comunità ucraina sta vivendo in questo tempo segnato dalla guerra.

“Nel mezzo di una guerra che continua a ferire vite e a distruggere famiglie, molte città sono rimaste senza luce, senza riscaldamento e tanti anche senza la sicurezza di una casa. In molti luoghi il freddo non è solo un disagio, ma una lotta quotidiana per la sopravvivenza.
Nonostante tutto, siamo riusciti a portare a termine anche questo secondo trasporto umanitario. Siamo partiti di mattina presto e siamo ritornati nello stesso giorno. Gli aiuti (alimenti, medicine, generatori elettrici etc.) sono già arrivati dove c’è più bisogno: alle persone costrette a fuggire dalla guerra, ai bambini, agli anziani e alle famiglie che cercano di mantenere la speranza in condizioni estremamente difficili.
Senza elettricità e senza fonti di calore, le notti diventano quasi impossibili da sopportare a meno 14 gradi. Per questo ogni generatore che accende una luce e ogni stufa che porta calore significano molto più di un semplice oggetto: significano sicurezza, dignità e un po’ di normalità. Più presto possibile, prepareremo un altro viaggio perché c’è davvero bisogno”.

 

08/04/2026
Secondo aggiornamento

Vogliamo raccontare il quarto viaggio di Fr. Emilian attraverso le sue parole:

“Tre giorni prima della festa di Pasqua abbiamo realizzato un nuovo trasporto umanitario a Hmelnitchi. Abbiamo lasciato una parte degli aiuti presso il convento dei nostri frati, dopodiché ci siamo recati all’ospedale situato fuori città, dove eravamo già stati in precedenza.

Abbiamo portato medicine, alimenti, scarpe e indumenti, una sedia a rotelle e altri prodotti medici di stretta necessità. Il viaggio è stato un po’ più facile, poiché la località è più vicina alla Romania, a circa 450 km; tuttavia, le strade sono in condizioni difficili, la riparazione delle strade non è una priorità in questo tempo di guerra. Nonostante tutto, è andato bene e siamo felici di essere riusciti a portare un po’ di sollievo, anche se la riparazione del pulmino ha comportato alcuni costi aggiuntivi. Il luogo in cui siamo arrivati è difficile da raggiungere a causa dei controlli, ma siamo stati aiutati da un’associazione con cui collaboriamo, che ci ha facilitato l’accesso all’interno dell’ospedale. Si tratta di una struttura molto grande, dove vengono curati e riabilitati i feriti del fronte. La vista è sconvolgente, opprimente e dolorosa. Dal profondo del cuore desidero che questa guerra finisca, perché le sue conseguenze si fanno sentire ovunque: nell’aumento dei prezzi del carburante e di molti altri beni necessari per una vita dignitosa. Siamo passati vicino a un Aeroporto che è stato colpito da un drone. Abbiamo avuto un po’ di paura, ma grazie a Dio e andato bene. Nel mese di giugno o luglio, insieme a Fr. Lucian organizzeremo un ultimo trasporto umanitario, per cosi finire il progetto”.

 

 

29/07/2026
Resoconto finale

Padre Ionel-Emilian Dumea ha raccontato a Caritas sant’Antonio la conclusione del progetto.

Ecco le sue parole:

“Nei giorni scorsi, insieme a fra Lucian, siamo riusciti a compiere l’ultimo trasporto umanitario in Ucraina. Siamo stati dai nostri confratelli di Boryspil, dove il bisogno di aiuto è ancora più grande e dove i frati si sentono più abbandonati e insicuri a causa dei bombardamenti e della guerra. 

Durante la notte sono scattati due allarmi aerei che hanno messo in apprensione tutta la popolazione della zona, la quale oggi trova rifugio nel bunker situato nel cortile della chiesa dei frati Francescani. Anche noi abbiamo condiviso la loro paura, soprattutto quando abbiamo visto con i nostri occhi i segni lasciati dalle bombe e le case gravemente danneggiate. 

La guerra è una tragedia che lascia famiglie senza figli e bambini senza genitori. Sappiamo che gli aiuti umanitari possono alleviare solo in parte questa sofferenza, ma ci siamo resi conto che la presenza e la solidarietà consolano ancora di più. Attraverso di noi, tutti voi che avete reso possibile questo progetto, avete portato, un abbraccio di speranza, solidarietà e amore fraterno a coloro che vivono nel dolore e nella paura, costretti a fuggire dalla guerra. 

Questo progetto giunge ora al termine, anche se la guerra continua, le distruzioni sono immense e le vite continuano a essere spezzate.  

Il mio desiderio più grande è che nessuno debba più vivere la guerra e il dolore. Per questo continuo a pregare ogni giorno e invito tutti voi pregare per la Pace.”

 

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